Pubblicazioni

VORREI SCRIVERE...
Abbiamo voluto raccogliere alcuni degli articoli, delle poesie e dei racconti che i nostri studenti hanno scritto per il Babelino, il giornale della scuola...

vorreiscrivereNel libro sono raccolti i loro sogni, le loro delusioni, i loro mal di pancia e i loro ricordi, con quel tocco di poesia che ci può donare solo chi arriva da una cultura differente dalla nostra, e ci regala in ogni istante un modo diverso di vedere le cose, di rapportarsi alla realtà o anche semplicemente di vivere le nostre contraddizioni quotidiane.

LE OMBRE DI LEGNANO
Di tutt'altro genere è l'esperienza da cui è nato questo secondo volume: esso è si è sviluppato a partire dal contatto della nostra scuola con i problemi legati all'immigrazione, primo fra tutti quello di trovare una casa, o semplicemente un luogo dove stare, e che spesso viene risolto dai migranti andando ad occupare quei luoghi che escono troppo velocemente dalla nostra vista e dalla nostra memoria: gli edifici dismessi dell'architettura industriale.

ombredilegnano


Il libro è nato come tesi di laurea di un nostro insegnante, Lorenzo Radice, sull'exCotonificio Cantoni di Legnano, sulle dinamiche dell'immigrazione e su chi migra; lo studio è stato poi arricchito con le esperienze dirette di chi nell'ex fabbrica legnanese ha vissuto una parte della propria vita, di chi è venuto a contatto con la realtà dell'ex Cantoni, o più semplicemente di chi con la migrazione, i pregiudizi e le problematiche che essa si porta con sé, ha dovuto, o voluto, convivere. Non illudiamoci, però: adesso che l'ex Cantoni è stata abbattuta e vive solo nella nostra memoria, il problema dell'occupazione delle aree dismesse da parte di migranti in cerca di un luogo-non luogo dove stare si è soltanto spostato altrove.

quandoletartarugheballanoQUANDO LE TARTARUGHE BALLANO IL ROCK 'N' ROLL
Chi sono le tartarughe che, nel titolo del libro di Maurizio Rogora, volontario della scuola di Babele da sempre (nel cuore: nella vita "reale" da "solo" nove anni), finalmente escono dalla loro corazza per ballare un liberatorio rock 'n' roll che cambiera' la loro vita per sempre?
Forse noi, i volontari della "sua" scuola, e come noi tutti quelli che hanno rinunciato alle comode certezze che permettevano di lasciarsi scorrere addosso le piccole e grandi ingiustizie e sofferenze di questo storto mondo?
O forse sono i nostri amici stranieri, che hanno lasciato la loro corazza protettiva per buttarsi nella danza di una cultura non loro, di un Paese sconosciuto e di una cultura, di una lingua e di modi di fare a loro spesso estranei e lontani?
E chi sono invece le tartarughe, a cui si rivolge Maurizio con questo bel libro di racconti che si leggono tutti d'un fiato, che cerca, con la sua scrittura così diretta e spontanea, di convincere a lasciare la loro corazza per buttarsi in questa danza che, come il suo bellissimo libro, ora dà euforia, ora commuove, ora fa riflettere, ora ridere sguaiatamente, e che da sempre va oltre ogni possibile distinzione (di corazza, appunto), mescolando tutti in un'infernale, primordiale danza sfrenata di corpi e di cuori?
Risposta (ovvia): tutti quelli fra noi così  abituati alla propria corazza da non vederla nemmeno, così abituati alla sua pesantezza da non far più caso a quanto impedisca nel contatto con le altre tartarughe, renda goffi e innaturali nei movimenti, e soprattutto non permetta loro di ballare una musica così  bella e coinvolgente?
PS: la nostra tartaruga Maurizio ha rilasciato un'intervista in video, in cui parla del libro, ma anche e sopratutto della nostra scuola, che potete vedere qui.

quellidibabeleQUELLI DI BABELE
Il lbro nasce dalla mostra fotografica realizzata in occasione del ventennale della scuola: il fotografo Marco Fusco porta alla luce il lavoro svolto dai volontari dell'associazione senza alterarne lo spirito, privilegiando un approccio quanto più "trasparente possibile, lasciando che a parlare siano gli sguardi, i gesti, i sorrisi di alunni e insegnanti. Gli scatti raccolti nel volume sono il frutto di diversi incontri con la realtà di Babele realizzati tra marzo e aprile 2010.